Come trovare lavoro in Italia e all’estero

TROVARE UN LAVORO è La sfida del secolo

Ormai da tanti, troppi anni, sentiamo parlare di crisi e, soprattutto, di crisi occupazionale sai in Italia che all’estero.

Viviamo una situazione di precariato costante, dalla quale sembra spesso impossibile evolversi e che, forse per la prima volta, dal dopoguerra in poi, impedisce ai figli di sperare in una vita migliore rispetto a quella dei padri.

Il lavoro che non c’è, il lavoro sottopagato, il lavoro non riconosciuto è il fenomeno più allarmante degli ultimi decenni. Esistono generazioni di persone nate e cresciute in piena crisi occupazionale, centinaia di migliaia di persone che non solo non lavorano, ma che un lavoro non lo cercano proprio più.

Ma allora, bisogna arrendersi alla crisi? Bisogna autoconvincersi che non vi sia alcuna speranza di rinascita? E’ chiaro che chi si arrende ha perso in partenza, ma è chiaro anche che chi non ha un lavoro o chi, ancor peggio, lo ha perso, è stanco di leggere o di ascoltare teorie su come risolvere la situazione.

E’ bene, invece, affrontare il tema della disoccupazione e, soprattutto, quello della ricerca del lavoro, in modo concreto, senza fronzoli, andando dritti al nocciolo della questione, magari con qualche consiglio pratico da parte di chi della ricerca del lavoro ha fatto il proprio lavoro.

IL MIGLIOR MODO PER TROVARE UN LAVORO E’ CERCARLO

E’ chiaro, oggi come in ogni epoca, che il lavoro non viene a bussare alla nostra porta. Non saranno le aziende a cercarci, dovremo essere noi a cercare loro, a proporci ed a farlo al meglio perché, come è ovvio, non siamo i soli a cercare una sistemazione lavorativa. Fare una ricerca all’estero sicuramente porterà dei vantaggi, ad esmepio trovare lavoro in Germania è molto più semplice.

DALLA PARTE DELL’AZIENDA

Lavoro in ambito Risorse Umane ormai da 10 anni ed è incredibile pensare a quale sia la mole di curriculum che le aziende ricevono quotidianamente.

Proprio per questo, è necessario distinguersi dagli altri, emergere rispetto alla massa di persone che, ogni giorno, concorrono per ricoprire lo stesso ruolo al quale noi aspiriamo.

Non è possibile, nel 2019, leggere curriculum privi di riferimenti anagrafici, di recapiti telefonici, completamente bianchi, scritti a penna o privi di liberatoria per l’uso dei dati personali. A volte chi fa il mio mestiere ha voglia di piangere.

PARTIAMO DALL’INIZIO
Il curriculum vitae

Un curriculum vitae compilato correttamente ci aiuta a farci valere. Ricordiamo di inserire tutti i nostri dati, soprattutto quelli di recapito, perché proprio noi che passiamo 24 h su whatsapp, non possiamo di certo farci sfuggire la chiamata di un’azienda che ci cerca per offrirci un posto di lavoro.

Le esperienze di lavoro vanno citate tutte, anche quelle fatte in nero. Se proprio si ha difficoltà a citare le aziende presso le quali si è svolta l’attività non contrattualizzata, è bene, quantomeno, citare l’esperienza che, di sicuro, ci ha lasciato competenze che è utile mettere in luce quando si cerca un’occupazione.

Smettiamola di allegare infiniti documenti al curriculum. Il diploma di solfeggio preso a 6 anni, il certificato di migliore giovane marmotta conseguito nel 1991, il test d’inglese fatto in prima media sono tutti documenti, spesso anche teneri, che innervosiscono e stancano la persona che deve selezionarci, che non ha di certo tutta la giornata a disposizione per leggere ogni minimo dettaglio della nostra vita.

COSA INTERESSA ALLE AZIENDE
La motivazione prima di tutto

Le conoscenze si acquisiscono, le competenze si migliorano, le lingue si imparano, ma c’è una cosa che bisogna avere, pena l’esclusione da qualsiasi processo di selezione: la motivazione.

Questo elemento essenziale verrà valutato dal momento in cui metterete piede in azienda fino a quello in cui saluterete per andare via.

Mai dire che si vuole ottenere quel posto di lavoro perché si è all’ultima spiaggia, perché ci si è candidati a mille posizioni, ma solo quell’azienda ci ha convocati, mai ammettere che il posto per il quale ci si candida non è quello che avevamo sperato di ricoprire. Mostrarsi motivati a lavorare in assoluto ed a lavorare in quel posto è la chiave del successo.

Mai saltare fuori con frasi del tipo “non ho mai sentito parlare di questa azienda”, “non sapevo nemmeno che foste qui”. Informiamoci, leggiamo, cerchiamo tutti i dettagli relativi all’azienda presso la quale ci candidiamo ed evitiamo di dire “non mi ricordo a cosa mi sono candidato”, è una figura meschina, che non dobbiamo assolutamente fare.

IL NOSTRO OBIETTIVO E’ LAVORARE

Qualsiasi lavoro, se fatto onestamente, è dignitoso. Questa piccola perla di saggezza, che ci sentivamo ripetere da bambini, è quantomai vera.
Ciascun lavoro può darci qualcosa, ci può far migliorare, ci può offrire delle opportunità di crescita e, soprattutto, ci può far guadagnare uno stipendio, che non è poi un particolare trascurabile.

Dunque, una volta preparato un buon curriculum (on line vi sono infiniti format da poter utilizzare come modello), iniziamo a veicolarlo.

DOVE CANDIDARSI

In virtù del ragionamento appena fatto, ma facendo le dovute distinzioni, dobbiamo scegliere a chi inviare il nostro curriculum.

La scelta degli annunci di lavoro ai quali candidarsi dipende da tantissime variabili: età, formazione, interessi, situazione economica. Ognuno di noi conosce la propria condizione di lavoratore o di disoccupato e sa bene quali siano le proprie priorità.

Intendo dire che se il nostro bisogno è quello di pagare urgentemente l’affitto possiamo, magari momentaneamente, candidarci a qualsiasi annuncio di lavoro, escludendo quelli relativi a mansioni che non possiamo o che non vogliamo proprio svolgere, mentre se il nostro bisogno è quello di realizzarci professionalmente, dobbiamo scegliere gli annunci di lavoro con maggiore cura.

Una cosa è certa, se abbiamo studiato filosofia non possiamo candidarci per fare gli ingegneri, ma è altrettanto certo che non possiamo sostituirci al selezionatore.

Mai evitare di inviare una candidatura solo perché riteniamo di non avere tutti i requisiti citati nell’annuncio. Ricordiamoci: il candidato perfetto non esiste, le assunzioni sono sempre frutto di una mediazione tra l’esigenza aziendale e l’offerta del mercato. In ogni caso, tentar non nuoce!

LETTERA DI PRESENTAZIONE
Quattro righe che servono a dire chi siamo

La lettera di presentazione è, spesso, ritenuta un orpello del curriculum ed, altrettanto spesso, non viene utilizzata.

E’ opportuno sapere che, in poche righe, possiamo attrarre l’attenzione del selezionatore ed invitarlo ad interessarsi a noi più che ad altri.

Le persone non si assumono solo sulla base dei titoli o delle esperienze lavorative, ma anche in virtù delle competenze trasversali, che ben si possono riassumere in una lettera di presentazione o di motivazione.

ESPERIENZE LAVORATIVE
Come inserirle nel curriculum

Le esperienze lavorative vanno citate nel curriculum, partendo da quella più recente ed andando verso la più remota, con precisione e con la dovuta attenzione analitica.

E’ molto utile inserire parole chiave e citare gli attrezzi, le tecnologie, i gestionali conosciuti o che si sono usati nelle precedenti esperienze.

TITOLI DI STUDIO E LINGUE STRANIERE
Primo: non mentire!

I titoli di studio, così come le esperienze lavorative, devono essere citati in ordine cronologico decrescente, per cui dall’ultima verso la prima.

Le lingue straniere possono essere oggetto di verifica durante il colloquio di selezione, dunque, è inutile dire di conoscere perfettamente l’inglese se l’unica frase in lingua che conosciamo è “the pen is on the table”.

CANALI DI RICERCA DEL LAVORO

Esistono infiniti canali di ricerca del lavoro: portali e siti web, informagiovani, centri per l’impiego, giornali. Qualsiasi canale va bene per ottenere il nostro scopo.

I motori di ricerca sul web ed i siti aziendali, chiaramente, sono le fonti principali di candidatura al giorno d’oggi, ma non è da sottovalutare la consegna a mani del curriculum presso le aziende che ci interessano.

Un candidato disponibile a farsi conoscere di persona e che si prende la briga di raggiungere l’azienda al solo scopo di consegnare il proprio curriculum viene, in ogni caso, valutato positivamente.

Iscriversi sui vari motori di ricerca di lavoro è davvero molto facile ed intuitivo, richiede pochi minuti e ci rende comodo effettuare le candidature con un semplice clic.

Infatti, una volta che avremo registrato i nostri dati anagrafici e caricato il nostro curriculum, possibilmente munito di foto, semplicemente facendo login potremo accedere a migliaia di annunci di lavoro ed inviare le nostre candidature in men che non si dica.

Dobbiamo ricordarci che i profili vengono ricercati tramite parole chiave, per cui, cerchiamo di descrivere bene ciò che abbiamo fatto e di non tralasciare particolari importanti.

SINCERITA’ ED EDUCAZIONE
Il colloquio è un momento cruciale

E’ sempre bene essere sinceri sia rispetto alle proprie competenze sia rispetto alla propria disponibilità. Se cerchiamo un lavoro part time mattutino è inutile affermare di poter coprire qualsiasi fascia oraria o di essere disponibili 24 h su 24.

Essere diretti e sinceri paga sempre, anche in fase di selezione.

Sembra banale dirlo, ma l’educazione è un altro elemento fondamentale per poter essere considerati idonei a ricoprire qualsiasi ruolo.

Presentarsi bene, essere cordiali, rispettare le persone che abbiamo di fronte ed il loro lavoro è già un ottimo inizio.

Niente bermuda, gonne troppo corte, gomme da masticare ed atteggiamenti troppo familiari, mai dare del tu se non è il selezionatore a chiedercelo espressamente.

Sciolti, disinvolti, ma con garbo.

PICCOLI CONSIGLI

Capita spesso di sottovalutare le aree del curriculum relative alle competenze trasversali, a quelle artistiche o tecniche, questo è un grave errore.

Altro errore, questa volta gravissimo, è riempire questi spazi del curriculum facendo dei copia incolla da internet.

Il selezionatore, per mestiere, legge curriculum ogni giorno della propria vita e sa benissimo distinguere un copia incolla da un testo scritto di proprio pugno dal candidato.

Fermatevi 10 minuti, respirate a fondo, chiedetevi cosa volete che venga messo in luce di voi stessi e poi, con grande libertà, descrivetevi.

Non citate doti da grandi leader se avete 18 anni e siete freschi di diploma, non dite di avere grande empatia se, invece, siete persone introverse.

Siate sinceri, ancora una volta, parlate di voi e non di un signor nessuno che ha compilato un impersonale format on line dal quale avete preso spunto.

COLLOQUI DI SELEZIONE
Siate pronti a tutto

Ogni ruolo prevede uno specifico processo di selezione che, naturalmente, da candidati non conosciamo.

Dobbiamo essere pronti a tutto e non dobbiamo farci spiazzare dal tipo di selezione al quale saremo sottoposti.

Nel caso in cui vi sia da fare un colloquio di gruppo o un gioco di ruolo non prendiamolo sottogamba, non cerchiamo di prevaricare, ma proviamo a farci valere nel rispetto degli altri.

Un buon metodo per affrontare questo tipo di selezione è chiedersi quale possa essere la caratteristica che rende vincente la persona che deve ricoprire il ruolo per il quale ci stiamo candidando e cercare, con naturalezza, di far emergere quella parte di noi che può aiutarci a somigliare a “quel lavoratore ideale”.

Per esempio, se ci candidiamo per un ruolo che richiede capacità di cooperazione, dobbiamo cercare di coordinarci con gli altri, dando loro la parola, ascoltandoli, ma senza farci sopraffare.

COLLOQUIO INDIVIDUALE
Incontro al buio

E’ questo il momento in cui dobbiamo dare il nostro meglio. Un buon colloquio individuale può aiutarci anche a bilanciare un precedente colloquio di gruppo non proprio brillante.

Durante l’incontro personale con il selezionatore possiamo affrontare questioni di interesse personale che, anche per privacy, non è opportuno trattare in fase di colloquio di gruppo.

Dobbiamo sentirci liberi di essere noi stessi, ricordandoci sempre che la persona che ci sta di fronte ha iniziato a selezionarci fin da quando ci ha chiamati telefonicamente per convocarci in selezione.

Tutto quello che abbiamo fatto e che faremo verrà valutato ed avrà un peso nella scelta finale.

THE LAST BUT NOT THE LEAST
Crediamo in noi

Se non abbiamo fiducia in noi stessi nessun altro ne avrà. Trasmettiamo agli altri quello che siamo, ma anche come ci percepiamo.

Una razionale fiducia nelle nostre capacità ci aiuterà a stare meglio con noi stessi e, di conseguenza, a porci meglio agli altri.

Un momento di sconforto non deve abbatterci e, soprattutto, non deve inficiare le prove che sosterremo per ottenere quello che vogliamo: un lavoro!

La ricerca del lavoro è essa stessa un lavoro e, per questo, richiede impegno, tempo e dedizione.

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